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Autunno 1007 - Risse tra i lord...
1164 Letture
I mercanti del Nord portano con se non solo merci ma anche notizie del
regno degli uomini.
Il popolo mormora, i nobili spettegolano, gli infedeli cospirano e le voci
veritiere o meno giungono sino alle lunghe orecchie degli elfi.
Si sussurra che i Lord siano in lotta per il potere, le leggi vessatorie che
hanno imposto negli scorsi anni gli si attorcigliano attorno al collo come
serpenti velenosi.
Le alleanze fraterne stipulate con il sangue e con le discendenze sono
fragili quanto la fraternità di Caino e Abele (antichi personaggi di un
mondo oramai scomparso).
Possedimenti vasti a perdita d'occhio, terre ricche di frumento e frutta e
argento, genti che mondano il grano, umini d'arme serrati nei ranghi, nobili
signori asserragliati nei castelli, sono merce contesa, non ricche risorse e
abili genti, ma prodotti di scambio per l'avidità dell'uomo e della sua
progenie.
Parole sibilano nell'aria come stilettate, e stiletti sibilano nell'oscurità
a cogliere i Lord nel loro sonno.
Vino offerto per brindare cela mortali segreti, e sorrisi amichevoli
nascondono pensieri di vendetta.
Il popolo è scaramantico e parla degli orchi: esseri crudeli e spietati che
distruggono ed uccidono. E' la maledizione degli Dei, dicono alcuni.
Giungono a punirci, esclamano altri...
Gli elfi ascoltano le parole dei mercanti, rabbrividiscono per ciò che
odono, impietriscono di fronte all'orrore. E nel silenzio pacifico delle
loro dimore, tra le spesse mura dei gondolìn, pensano: "Che gli Dei ci
benedicano...non siamo come loro...noi siamo elfi..."

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